Marrakech ed Essaouira

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Marrakech ed Essaouira 2017-01-18T15:15:46+00:00

Project Description

Marrakech ed Essaouira

Fare un viaggio a Marrakech e in generale in Marocco, è come entrare in una specie di teletrasporto per un altro mondo, un mondo da mille e una notte, un mondo che pur essendosi dotato di tanta modernità (giardini pubblici con connessione wireless gratuita), conserva tranquillamente tutta la sua tradizione.

Prima di partire per Marrakech, da buon appassionato di fotografia, mi sono documentato su internet e su varie guide, ho cercato cosa vedere, cosa fotografare, e addirittura ho visto un vecchio documentario del National Geographic: il documentario era stato realizzato una trentina d’anni fa, e parlava proprio della piazza centrale, Jamal El Fna, quella diventata tristemente famosa per il recente attentato.

Pazzesco: una volta arrivato in piazza, mi sono accorto che dall’epoca in cui è stato girato il documentario ad oggi, non è cambiato nulla (tranne le immancabili parabole sui tetti tributo a San Murdoch), ho visto gli stessi banchi di frutta secca e di spremute d’arancio, gli stessi intrattenitori, incantatori di serpenti, venditori di denti, saltimbanchi, tatuatrici con l’hennè, indovini, cantastorie, persino un tizio con in testa un gallo, vivo che poi posava a terra e faceva “ballare”, in realtà il gallo veniva provocato come in uncombattimento, ma il tutto a ritmo di musica.

Mi chiedo spesso perchè tornerò a Marrakech, e ogni volta che lo faccio, trovo un ottimo, diverso, nuovo motivo, buono come tutti gli altri.

Ad esempio perchè gli odori, i profumi, le essenze, i sapori, i suoni, hanno talmente colpito e frastornato i miei sensi che ormai quando sento un profumo o un sapore esotico, la prima cosa che faccio inconsciamente è rapportarlo a quelli che ho sentito in Marocco: Il profumo delle essenze e delle spezie, nei mercati, nei ristoranti, nei bar, nell’hotel, sui banchi del Souk, un profumo diverso, dolciastro e piacevole che fa pensare a tutti i racconti che ho letto sui mercanti di spezie sui viaggi in oriente fatti più di 500 anni fa, sono sicuro che sono le stesse sensazioni, perchè certe cose rimangono, fortunatamente, le stesse.

Tornerò per il cibo, sempre per restare in tema di sensazioni, la tajine de boeuf aux pommes de terre dell’Argana cafè, che ovviamente, da buon goloso, pur avendola ordinata per tre o quattro volte, ho dimenticato di fotografare, tanta era la foga di gustarla, il tutto rigorosamente annaffiato da acqua fresca, a seguire la favolosa pasticceria marocchina (specialmente i cornes de gazelle) a base di miele, pasta di mandorle, frutta secca, dolcissima ma mai troppo, accompagnata da un rinfrescante the alla menta, dall’aroma delicatissimo, servito in bicchierini di vetro con la menta fresca in infusione.

Tornerò per comprare le spezie nel Souk, disposte splendidamente in grossi coni rovesciati coloratissimi, o in barattoloni di vetro ordinati in gradazioni e arcobaleni profumati, il tutto mescolato alle essenze o agli olii essenziali più disparati, profumi che fanno da contrasto all’odore forte e quasi fastidioso della pelle delle babbucce berbere, il tutto a creare un’accozzaglia di stimoli olfattivi talmente singolare da lasciare quasi storditi.

Tornerò per riascoltare i suoni, continui ed incessanti, gli schiamazzi degli imbonitori e dei venditori, le voci dei musicanti di strada e dei cantastorie, i ritmi africani dei percussionisti o dei suonatori di strani strumenti di cui non conosco il nome, del suono della voce del Muezzin che chiama tutti alla preghiera, qualcosa di veramente suggestivo, quasi mistico, anche se diffuso da degli altoparlanti, specialmente se lo si sente al tramonto da una terrazza sulla Piazza.

Tornerò perchè nonostante mi sia sbattuto un sacco, non sono riuscito a fotografare tutto quello che volevo, l’Atlante, le cascate, la porte del Sahara, o forse perchè la storia del mal d’Africa è vera, non c’ero mai stato prima e ora sento di volerci tornare il prima possibile, quindi……..So che tornerò a Marrakech.

Un amico marocchino una volta che cercavo un posto un po’ diverso per fare qualche giorno di mare mi disse “vai in Marocco, ad Essaouira, è un pò più a nord di Agadhir, dove vanno tutti, ma Essaouira è molto più caratteristica e tranquilla”, quindi, incuriositi anche da foto che avevo visto, e altre impressioni lette o ascoltate, siamo andati a curiosare anche ad Essaoiura, purtroppo solo un escursione di un giorno, ma sufficiente a farci capire che torneremo anche la; un posto diverso da Marrkech, pur essendo a sole tre ore di distanza.

Essaouira si presenta come una piccola fortezza, che colpisce per il colore dei suoi muri, tutti bianchissimi, che contrastano con il blu intenso delle decorazioni, ad esempio le finestre o le porte, blu mogador (una volta Mogador era il nome della città), il tutto da un’impressione di una costruzione unica che fonde la spuma dell’oceano e il blu del cielo.

Il mercato, la medina è tutta concentrata nella via centrale, e i viottoli attorno, è tutto un brulicare di gente indaffaratissima a contrattare, vendere, comprare, mercanteggiare, fragole, spezie, verdure, pomodori, pesce, carne, nessuono o pochissimi badano ai turisti, il tutto tra caratteristici gatti di strada dall’aria veramente vissuta, con uno strano pelo lungo e magrissimi pur essendo riforniti di cibo da tutti.

Fantastiche le botteghe dei macellai, ognuna con la propria squadra di gatti piazzata davanti al bancone, attentissimi e prontissimi a strusiarsi sui polpacci del prossimo cliente, e velocissimi ad agguantare frattaglie e pezzi di grasso scartati dal macellaio.

Qui le sensazioni sono diverse da Marrakech, intanto c’e’ l’aria dell’Oceano Atlantico sotto forma di fresco vento di mare, che spazza continuamente la cittadina, e poi, nella zona del porto, dove ci sono tutte le barche da pesca ovviamente blu, il vero odore di mare, odore di pescato fresco, odore di reti in secca ad asciugare, tra pescatori che preparano le esche per il giorno dopo, e venditori di pesce che litigano con i gabbiani per nulla timidi, che tentano di scroccare del pesce facile.

  • Attenzione a chi, e a come si fotografa : vogliono tutti denaro per posare o anche per essere semplicemente fotografati, alcuni addirittura si arrabbiano o si offendono e insultano, quindi è buonanorma non farsi notare o fotografare da lontano (se si ha uno zoom).
  • Portare alcune monete in tasca se si vuole fare foto, a volte bastano 10 o 20 Dirham come mancia o “pagamento” per ottenere un posto in prima fila ad uno spettacolo in strada o per una dimostrazione di qualunque genere.
  • Le batterie e le schede di memoria, nel caso servano, si trovano in parecchi negozi, a prezzi anche abbordabili.- Meglio avere un obiettivo versatile (18-200) a meno che non si vogliano fare foto particolari, nel qual caso, conviene sempre un sopralluogo.
  • Ci sono un sacco di punti alti sulla piazza che si possono visitare cioè i bar con terrazza, dove nessuno vi infastidisce se fate foto, o se vi sedete a tempo indeterminato bevendo anche solo una Cocacola.
  • Nel Souk una speedlight potrebbe essere un idea, anche in pieno giorno, parecchie zone sono in penombra e con tutto il viavai di gente, motorini, muli, carretti, non è cosi’ semplice piazzare un cavalletto o appoggiarsi da qualche parte.
  • Quasi tutti, o tanti hotel, hanno la wireless quindi se volete pubblicare al volo i vostri scatti, basta scegliere l’hotel giusto.

 

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