Balloni (hay bales)

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Ci prendiamo tutti una piccola pausa dalla Normandia, e io ne approfitto per postare una foto che c’entra poco con i paesaggi francesi, ma c’entra molto con quelli locali. Riprenderò la Normandia domani o dopo, anzi magari la riprendo sabato che posto quello che secondo me è un “eyecandy”. Intanto vi propongo quello che per me, e generalmente per chi abita, o è nato e cresciuto in campagna, è sempre stato uno dei segni del cambio di stagione, di quel periodo di interregno che va dalla primavera all’estate, ovvero la balla di fieno.

A big hay bale on a green grass field under a blue sky with some white clouds

– Balloni –

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Fin da bambini (sempre riferendomi a chi è nato e cresciuto in campagna) il taglio dell’erba e l’imballaggio della stessa, e quindi il suo caratteristico profumo che satura l’aria nelle sere d’inizio estate, ha sempre rappresentato il cambio di stagione: finiva il mese di maggio e cominciava giugno, tutti eravamo impazienti di finire la scuola e pensavamo solo alle vacanze estive che da lì a quindici giorni sarebbero arrivate per durare tre lunghissimi mesi. Bei tempi.

Nonostante da allora siano passati ormai più trent’anni (veramente tanti cavolo), e nonostante le balle di fieno abbiano cambiato forma, trasformandosi da piccoli parallelepipedi che si caricavano a mano sui rimorchi dei trattori a questi giganteschi cilindri che non si spostano se non col trattore stesso, il solo sentirne il profumo nell’aria per me è ancora ipnotico; immediatamente la testa vola indietro nel tempo, a quando uscire alla sera fino alle dieci era fare tardi, e andare a giocare a rincorrersi con gli altri bambini, nel campo dove c’erano le balle di paglia appena fatte e ancora da raccogliere, era un avvenimento che ricordavi ancora dall’anno prima.

Era tanto che volevo fotografarli, ed era una di quelle cose che quando ci passi di fianco, tutti gli anni, ti dici: “devo fotografare i balloni”, ma poi, o non hai tempo, o quando vedi la luce giusta, non hai con te la macchina fotografica; fortunatamente, durante un bel giorno di sole, passando, tra Casalnoceto e Volpedo, (Piemonte, Italia) di fianco a un grande campo dove i balloni erano appena stati raccolti, e avendo con me la reflex, ho deciso finalmente di dedicare un’oretta della mia giornata a soddisfare questa voglia; e così, dopo aver chiesto il permesso ai gentilissimi proprietari della tenuta che mi han detto di fare come se fossi a casa mia (e per questo li ringrazio moltissimo), inebriato dal profumo dell’erba che inizia a seccare, ho vagato come un invasato per circa un’ora nel loro bellissimo campo, dove i balloni erano disposti sì casualmente ma contemporaneamente in un “ordinato disordine”, tanto da ricordare una mandria di strani animali di un universo geometrico che pascola pigramente sotto al sole. Il resto, oltre al ballone d’oro in primo piano, lo hanno fatto l’erba verde e il cielo blu con qualche nuvola bianca e le righe lasciate dall’imballatrice che disegnano delle linee di fuga che corrono verso l’orizzonte contribuendo alla sensazione di “ordine geometrico” di una scena che in teoria non dovrebbe averne.

Questa foto è stata fatta usando il grandangolo con il preciso intento di trasmettere la sensazione di vastità della scena sfruttando le linee di fuga che dovrebbero fondersi con l’orizzonte e identificando il ballone in primo piano contemporaneamente sia come primo protagonista che introduce i suoi “cloni”, sia come riferimento per le proporzioni complessive. Il grandangolo in questione è sempre il Nikon 16-35 F/4 e, dal momento che la luce a disposizione era tantissima ho potuto scattare tranquillamente a 100 ISO stoppando addirittura a f/10 per avere la massima profondità di campo e sfruttarne al massimo la nitidezza della lente (questo obiettivo su D800, rende il massimo tra f/8 e f/11), non contento, ho montato il polarizzatore, tarato al massimo per farlo funzionare da filtro ND e abbassare l’esposzione del cielo di uno stop e mezzo (tale è la perdita di luminosità imputabile al mio polarizzatore), in modo da mantenere le nuvole bianche ben separate dal cielo. L’effetto del polarizzatore è inoltre massimizzato dal fatto che il sole, come si può derivare dall’ombra del ballone, si trova praticamente a novanta gradi sulla mia destra (ricordiamoci che il CPL lavora al suo massimo con i raggi del sole trasversali piuttosto che perpendicolari, quindi di fianco rispetto all’obiettivo). Infine, utilizzando Color Efex Pro, di Nik Software ho accentuato un po’ l’effetto ND filter (neutral density), rendendo ancora più scura la parte alta del cielo con l’intento di dare una sensazione di calda estate incombente.

Così, seduto a gambe incrociate nell’erba, con le narici piene del suo profumo forte e ricco, e con i ricordi di tanti anni fa che mi attraversavano la memoria, ho scattato questa foto che era tanto che volevo fare e che spero possa esser considerata per una bella stampa su grande formato e che potrebbe dare un tocco d’estate ad un ambiente che magari ne ha bisogno. Anche qui, si tratta di 36 megapixel, e quindi ci potete fare tranquillamente un trompe l’oeil su un’intera parete di casa e contare i fili d’erba avvolti nel ballone uno ad uno.

PS: non ho scattato solo questa ovviamente, ma le altre ve le posto un po’ alla volta…

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2017-01-18T15:15:32+00:00 Friday, 30 May, 2014|Fotografia, Pensieri|Comments Off on Balloni (hay bales)

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