Everglades Dream

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“One night wandering in the Everglades

[…]”Iron Maiden, Dance of Death.  Dalla volta che ho ascoltato questa strofa, che fa parte di una storia che secondo Bruce Dickinson “fa gelare le ossa”, dove il protagonista racconta di aver partecipato ad uno strano rito durante una notte in cui si è perso passeggiando nelle Everglades, ho sempre desiderato visitarle e magari perdermici a mia volta sperando di vivere la magia che gli Iron raccontano nella pazzesca canzone. [QUI l’audio] [QUI il testo]

A dramatic sunset over the everglades

– Everglades Dream –

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Per farla “breve” è successo che dopo parecchio vagolare per la costa interna della Florida, quella che si affaccia sul Golfo del Messico per intenderci, una volta abbandonata la Highway e imboccata “quasi per caso” la Freeway, quest’ultima ci ha portato, probabilmente grazie a qualche sortilegio Voodoo, nel posto meraviglioso e suggestivo che ho già descritto qualche post fa, e cioè Everglades City e come forse ho già scritto, abbiamo avuto la fortuna sfacciata di assistere a questo pazzesco, incredibile, meraviglioso, favoloso, indimenticabile tramonto.

Mentre a ovest il sole se ne andava a svegliare l’Asia sul Pacifico, dall’est e dall’Atlantico una tempesta (quella che mi ha regalato il fulmine a mano libera e quello in HDR che presto pubblicherò) si addensava rapidamente, trasformando il cielo in un delirio di nuvole e colori che si riflettevano nella laguna dove pesci enormi saltavano o nuotavano lontano dalla riva verso il largo, mentre alcuni stormi di fenicotteri si allontanavano rapidamente dal temporale volando nella loro classica formazione a V.

La foto è risultata vincitrice nella selezione che ho dovuto fare tra un sacco di scatti: ne ho veramente decine e decine con tutti i colori che ho visto cambiare nel giro di una ventina di minuti in un esperienza quasi psichedelica passando dall’azzurro del cielo, attraversando il rosa, l’arancione, il rosso il viola fino ad un nero/grigio plumbeo di tempesta. Mi piacerebbe pubblicarle tutte, ma forse rischierei di diventare monotono, quindi deciderò prossimamente, e magari ne posterò qualcuna ogni tanto, quando sentirò la mancanza di quei colori forti. Questa, a mio insindacabile giudizio, vince a man bassa sulle altre, perché riassume da sola quasi tutte le sfumature che c’erano quella sera e, se la si osserva con molta attenzione, o se la si stampa su grande formato, è possibile vedere anche una formazione di fenicotteri in volo, ma non vi dico dove.

La foto è fatta a mano libera, ovviamente in RAW, senza polarizzatore questa volta, ed è ottenuta sottoesponendo di un paio di stop la misurazione fatta dove dovrebbe esserci il sole, quindi un po’ di saturazione dei toni caldi e l’applicazione del simulatore della Kodachrome di DxO Film Pack hanno restituito ai colori la magia di quella sera e quel calore che regalava la scena a chi ha potuto viverla.

Non so se a Everglades City sia la norma o se magari è stata la mia solita sfacciatissima fortuna (fotografica) che ci ha fatto capitare lì la sera di quel tramonto pazzesco, o forse, come ci ha detto allegramente la signora dell’hotel “lo hanno organizzato apposta per noi” perché purtroppo, forse un po’ stupidamente, ci siamo fermati là soltanto una notte, e quindi, oggi, non saprò mai perché le paludi ci abbiano lasciato andare, ma so solo che, come in un sogno, anche noi eravamo lì, rapiti, a vagabondare per le Everglades.

Pura Magia.

To this day I guess I’ll never know
Just why they let me go
But I’ll never go dancing no more
‘Till I dance with the dead 

Dance Of Death, Iron Maiden.

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2017-01-18T15:15:05+00:00 Tuesday, 2 September, 2014|Fotografia, Viaggio|Comments Off on Everglades Dream

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Viaggiatore, fotografo, appassionato di tecnologia, libero pensatore. Il resto, lo trovate qua : About ME