Le Mont Saint Michel

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Ebbene ragazzi, ci siamo, siamo arrivati all’unicorno, alla parte del leone, alla bestia nera, ad uno dei motivi e obiettivi del viaggio e forse ad uno dei posti più famosi e ritratti del mondo. Erano letteralmente anni che la volevo fotografare, anni che dicevo, testuali parole: “ehhh mi piacerebbe proprio andare a Mont Saint Michel” ma è un po’ come Firenze, “tanto è lì, ci vado quando voglio, e cioè mai” (finché Giovanna non mi ci ha portato di peso)… Inoltre, quando si fotografa qualcosa di così famoso e battuto, soggetto di migliaia di fotografi e di quadri e di stampe e di foto e di disegni e di calamite cinesi, è veramente difficile fare qualcosa di interessante o originale; nel senso, si arriva lì, si fa la propria onesta foto e ci se ne va da un’altra parte cedendo il posto al prossimo che percorrerà lo stesso iter, “tanto, se voglio una foto della cittadella, su internet c’è pieno…” Vero, tutto vero, anzi, sacrosanto, però cavolo, qualcuno ‘ste foto, per riempire internet dovrà pur farle no?

Infine, vi sembro forse io il tipo che si arrende davanti a un “maddai, l’han fatta tutti“? Ecco, quando sento ‘sta cosa, nel mio cervello scatta automaticamente il contrordine detto lo ” ‘spetta un po’? ” che è un altro modo di dire “e se?…” (inutile, se i puntini di sospensione non fanno parte della normale punteggiatura è una grave lacuna della stessa). E se io la facessi così, proprio così, proprio a modo mio? Ovvio, la giornata dovrebbe aiutarmi, il tempo anche e non parliamo del cielo (in senso atmosferico ovviamente), ma indovinate un po’? Il solito cul.. ehm la solita fortuna sfacciata è stata dalla nostra, ed ecco qua che, nonostante il casino ininterrotto di turisti, nonostante la luce che non era granché, nonostante ci fossero dei lavori di sbancamento della strada in corso, credo di essere riuscito a scattare qualche “Le Mont My Way…“. Quindi, per i prossimi 4 o 5 post pubblicherò delle mie “interpretazioni” della celeberrima cittadella (tengo a precisare che nessuna è un foto montaggio o un foto ritocco nel senso stretto del termine e cioè dell’aggiunta di elementi non presenti nella scena originale, al solito mi sono divertito a esasperare un po’ questo, un po’ quello); mi direte voi se ho centrato l’obiettivo o ci devo tornare… Se dovessi tornarci non preoccupatevi, non me ne lamenterò!

A view of Mont Saint Michel under a partly cloudy sky

– Mont Saint Babel –

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Io comincerei col proporvi questa versione “torre di babele”. Incredibile ma vero, durante l’avvicinamento al famoso monumento, abbiamo beccato una giornata altamente variabile (sembra che in Normandia sian praticamente tutte così), e ci è bastato attendere il momento giusto per ritrovarci una bella cornice di nuvole intervallate da sprazzi di cielo azzurro alle spalle del Mont, è stato sufficiente abbattere a colpi di Manfrotto, qualche turista con la mania della spinta facile per scattare la rapida sequenza di foto che mi servivano per completare questa composizione. Una volta a casa, l’idea sarebbe stata quella di fare un ritaglio dell’intera scena in modo da occupare tutta la parte centrale del fotogramma con la città, riempire la base della foto con la base delle mura, e lasciare alla guglia centrale il compito di dividere il fotogramma in due parti, ma osservando meglio lo scatto originale ho deciso di conservare il cielo, ho notato infatti che il filtro ND gli ha conferito quell’aria un po’ da “regno dei cieli” di certe pitture. Così è nata questa foto, che a me ricorda un po’ uno di quei disegni con la Torre di Babele in mezzo e le nuvolette a metà strada (a proposito, devo fotografare anche quella prima o poi). Magari ce ne sono altre 5000 così, non so mica, ma questa, è la mia!

Note tecniche : per fare questa foto ho usato il mio carissimo Nikkor 24-70mm f/2.8G ED su cui ho montato un filtro ND graduato per abbassare un pochino la luminosità del cielo e compensare misurare l’esposizione sul monumento, in modo da avere chiaro lui e un po’ più scure le nuvole e l’azzurro. Ho scattato cinque foto con l’intento di avere tutta la gamma dinamica per fare un buon HDR, che qua era quasi imperativo visti i forti contrasti che erano presenti nella scena. Lo scatto “neutro” (quello a 0EV) è stato scattato sottoesposto di ben due stop (oltre al filtro ND) con l’obiettivo di recuperare tutto il cielo possibile e di tenere lo scatto sovraesposto (il +2EV) come quello neutro, ok è una tecnica abbastanza complessa ma poi i risultati pagano e se la usate vi uccido. Anzi, DIMENTICATELA! Infine ho combinato gli scatti con Photomatix Pro e ribilanciato i colori con Aperture, aumentando abbastanza la saturazione dei colori caldi (rosso e giallo) e la “vibrancy” per avere un blu in cielo più intenso.

Ecco tutto… Spero vi piaccia!

UPDATE:

Nonostante la “banalità” della foto, è stata scelta come copertina del mese di Luglio della pagina di Nikon Europe… Non male dai..

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2017-01-18T15:15:24+00:00 Thursday, 12 June, 2014|Fotografia, Viaggio|Comments Off on Le Mont Saint Michel

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Viaggiatore, fotografo, appassionato di tecnologia, libero pensatore. Il resto, lo trovate qua : About ME