Nikon AF-S NIKKOR 16-35 f/4G ED VR

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Il Grandangolo PRO per tutte le stagioni

È dall’aprile del 2011 che convivo con il mio 16-35 f/4 e penso che i miei test sul campo, a questo punto, siano abbastanza completi. Quando ho deciso di ordinare questa lente sono stato a lungo combattuto perché l’alternativa era il grandangolo Nikon per eccellenza, e cioè il 14-24 f/2.8, lente abbastanza datata ma dagli indubbi pregi, anzi posso dire eccezionale per molto versi.

Nikon 16-35mm f/4G AF S ED VR Nikkor Lens

Nikon 16-35mm f/4G

Purtroppo il 14-24 ha anche alcuni piccoli difetti che, secondo me, questo 16-35 risolve. Al solito vi risparmio test MTF o simili perché sono comunque reperibili ovunque sul web e non sono nemmeno attrezzato per farli; preferisco, come sempre, parlare delle caratteristiche e dei pregi che più possono interessare l’utente sul campo e inserire qualche consiglio sul suo utilizzo.

Nikon 14-24 f/2.8

Nikon 14-24 f/2.8

Ho utilizzato questa lente sia sulla mia vecchia D300 che essendo dotata di un sensore DX lo faceva diventare circa un 24-50, che sulle nuove D800 e D810 godendone appieno della copertura grandangolare a 16mm che è più che sufficiente a soddisfare qualunque palato affamato di ampie visuali.

Caratteristica principale, che me lo ha fatto scegliere rispetto al 14-24, è la possibilità di montare filtri a vite ed essendo io un assiduo utilizzatore di ND e polarizzatori, per me questa è una caratteristica irrinunciabile: spostandomi abbastanza durante i miei viaggi, l’idea di montare un accrocchio davanti alla lente per utilizzare un filtro a lastra mi sembrava abbastanza scomoda e poco praticabile (nonché molto costosa), mentre mettere e togliere un filtro a vite è sicuramente un metodo più rapido e percorribile.

Rome, a reflection of the famous Castel Sant Angelo and Ponte Sant Angelo, on the calm water of the Tiber River at the golden hour close to sunset. My luck filled the sky with fantastic clouds providing a really dramatic background

– Castel Sant’Angelo – Roma –

 Il polarizzatore permette di eliminare riflessi indesiderati dalla superficie del Tevere e di aumentare a piacimento il contrasto delle nuvole sul cielo.

 

Seconda caratteristica non meno trascurabile è la presenza dello stabilizzatore ottico VR II di Nikon che permette di recuperare quegli stop perduti rispetto a f/2.8 del 14-24 e non solo; infatti essendo il 16-35 una lente molto versatile anche per chi fa foto di viaggio, reportage e street, l’aiuto di uno stabilizzatore ottico in situazioni di scarsa luminosità o di scatti “al volo” è molto apprezzata.

A Curandero is doing the ancient rite of "La Limpia" in Mexico City

A young mayan girl in Zinacantan prepares tortillas by the original tradition in an traditional Mayan home.

An old woman is deciding which one of the alive chickens to buy, in the market of San Cristobal de las Casas, Chiapas, Mexico

Nelle foto diversi scatti “street” o di reportage, fatti in diverse condizioni di luce e situazioni con il Nikon 16-35

 

Infine, uno dei fattori che contano parecchio nella scelta del mio kit personale : peso e ingombro generali. La lente infatti è in qualche modo meno ingombrante del 14-24 , nel senso che è parecchio più leggera e in quanto a paraluce e diametro del corpo, risulta essere sì più lunga ma anche più compatta; caratteristiche che le permettono di non caricare più di tanto la borsa e di occuparla in modo più efficiente.

Tra i pochi difetti che si possono imputare alla lente ci sono una lieve distorsione, (ma del resto è un grandangolo e niente che non possa essere corretto da un tool come DxO Optics Pro), e il fatto che è leggermente soggetta al fenomeno dei flare, che tuttavia capitano solo quando si inquadra il sole o una fonte di luce diretta, problema comunque facilmente ovviabile mediante l’utilizzo del paraluce in dotazione, che comunque va montato sempre, su qualsiasi lente ne sia dotata. Paraluce peraltro molto compatto (a differenza di quelli del 24-70 o del 70-200) che permette agevolmente la regolazione di un eventuale filtro polarizzatore a vite.

A view of San Sebastiano in the Curone Valley, Italy, in an autumnal afternoon

– Autumn from Telecco –

La nitidezza estrema permette di distinguere anche i minimi particolari del panorama.

Consigli d’uso e esperienze personali:

È un obiettivo molto versatile specialmente su corpi macchina full frame, ma rende assolutamente bene anche su corpi macchina DX, indicatissimo per chi ricerca la nitidezza estrema e ama la foto di panorami e scenari che diano la sensazione di ampi spazi ricchi di particolari a perdita d’occhio. La lente risolve estremamente bene a risoluzioni spinte quali i 36 megapixel delle D8XX senza concedersi sfocature o imperfezioni, quindi una eventuale stampa a parete di una foto così ottenuta risulterà incredibile. Tuttavia, nel caso lo si usi anche per tipi di fotografia differenti, quali reportage o più genericamente foto di viaggio riesce a rendere bene grazie al calo di distorsione alle focali più spinte (da 24 a 35 per intenderci) e allo stabilizzatore ottico, che proprio per sua natura aiuta parecchio in caso di scatti “al volo” magari in ambienti affollati o in situazioni non proprio tranquille.

The Trevi Fountain in Rome

The Trevi Fountain

– The Trevi Fountain –

Nonostante la calca costante di turisti che spintonano è possibile scattare a mano libera foto come questa.

Filtri e polarizzatori:

Con i polarizzatori circolari (CPL) e i filtri Neutral Density (ND) (e anche in questo caso raccomando di utilizzare materiale di buon livello), rende assolutamente bene. E’ meglio comunque non esagerare con la regolazione del CPL perché potrebbe causare alcuni artefatti sgradevoli (zone troppo scure) nella parte alta della foto, specialmente se il soggetto è un bel cielo blu e si sta inquadrando qualcosa a 90° rispetto al sole. Ma questo vale un po’ per tutte le lenti e i polarizzatori. Monta filtri da 77mm quindi riutilizzabili su altre lenti della stessa fascia e come già detto, ne permette una facile e comoda installazione e regolazione proprio grazie al paraluce poco profondo. Non ho mai avuto problemi di vignettatura dovuti allo spessore del bordo del filtro, anche se a onor del vero ho sempre utilizzato filtri slim, quindi più costosetti e sottili.

Infine, sul modello che ho ricevuto io ho dovuto procedere alla taratura fine dell’autofocus ma solo sulla D800 perché la lente tendeva a fare un po’ di backfocusing, cosa che non si verifica sulla D810 e risulta più vistosa nella fotografia di soggetti vicini come persone o particolari, comunque invisibile in quella di panorama dove tendo a sfruttare tutta l’iperfocale; tuttavia credo che non sia un difetto generalizzato ma solo di alcuni modelli. Comunque con un righello e un libro (su diverse pagine web si trova la spiegazione) ho risolto il problema e ora il mio 16-35 è un rasoio anche sulla D800.

Broadway, the 5th and the 6th Avenue (Avenue of the Americas) illuminated, like the arteries of a giant living being, and shot from the top of the Empire State Building after the sunset, during the blue hour, when the City begins to switch on his lights. The cars draw long trails on the camera film, the gold of the pinnacles shimmers as the sky turns to dark purple.. I can say I

– Light Arteries in the Blue Hour –

Su un corpo macchina da 36 megapixel il dettaglio e incredibile, è possibile distinguere le automobili parcheggiate nelle strade.

La massima nitidezza la si raggiunge stoppando la lente nell’intervallo che va da f/5.6 a f/8; rende comunque bene anche fino a f/11 con un calo di nitidezza trascurabile e comunque facilmente recuperabile in post produzione.

La sfocatura ai bordi dell’immagine, che è una caratteristica praticamente di tutte le lenti, e in particolar modo dei grandangoli, in questo caso è comunque molto lieve, sicuramente trascurabile e, nel caso, eliminabile tramite una semplice operazione di CROP di qualche mm di bordo.

A view of the Teotihuacan Pyramids, wide angle, Districto Federal, Mexico

– Teotihuacan –

 Anche su un corpo macchina DX la resa del grandangolo è comunque pienamente soddisfacente.

Quindi se il vostro scopo è ottenere stampe e vedute di panorami assolutamente nitidi che diano la sensazione all’osservatore di essere lì davanti, piccolo piccolo, ma nello stesso tempo necessitate di una lente leggera e versatile per fotografare anche altro, mi sento assolutamente di consigliarvi questo 16-35 che oltre a tutti i suoi pregi, ha anche un prezzo decisamente abbordabile per una lente professionale a tutti gli effetti.

Quindi, per adesso, Il 14-24 può aspettare…

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2017-01-18T15:10:52+00:00 Saturday, 14 February, 2015|Fotografia, Pensieri, Tecnica|5 Comments

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Viaggiatore, fotografo, appassionato di tecnologia, libero pensatore. Il resto, lo trovate qua : About ME

5 Comments

  1. Nicolas 23/10/2015 at 02:01

    Nice review! objective and on the field. I like these type of reviews more than those who test lenses in a lab. That’s ridiculous. Everyone should try this in the real world. Cheers!

  2. Giuseppe Ciaramaglia 28/10/2015 at 15:23

    Bravo, mi hai convinto…ordinato con garanzia Nital!!!

    • Riccardo Mantero 28/10/2015 at 15:26

      Grande! E vedrai che ti divertirai! Gram lente!

  3. Nameired 04/07/2016 at 10:10

    Thanks for this excellent review! I ordered the lens and used it during a hiking trip in the Rocky Mountains, together wit a D800. I take my pictures with Aperture control, and I forgot your advise of using this lens with a focus from f 5,6 till 11. In fact I often used a tripod and went up to f18 and f22.
    It was cloudy and rainy, and that may explain a lot, but all of my pictures were underexposed. With fotoshop, I was able to solve this, but did I miss something, or do you have the same experience?

    Thanks for your feedback!

    Rob

    • Riccardo Mantero 04/07/2016 at 10:25

      Hi! And thanks for you feedback and for sharing your experience!
      Personally I always shot in Manual mode, I guess I’ve never used Aperture Priority.
      To be hones I never pushed the lens up to f/18 or more due the sharpness decrease, I prefer to remain in the range 5.6-11 to obtain the maximum sharpness.
      at f/22 with a cloudy and rainy sky, I’m pretty sure you will get something underexposed or dark.
      My advice? try to shot in Manual and check maniacally what the exposure meter reports; keep it on 0 ora little underexposed.
      Then pay attention where do you measure the light and what kind of measurement do you use (spot, average…)
      Hope this can help you.
      My best regards.
      Riccardo

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