Verso il DDay

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Sospendo un momento la carrellata di foto WOW! Per pubblicare qualche foto di viaggio e qualcosa su cui riflettere un pochino, un po’ meno effetti speciali, un po’ più “on the road”. In questo caso vi posto qualche foto della trasferta verso lo spiaggione qua sotto.

A panoramic view of Omaha Beach from a german bunker.

– The Other Side –

Questa è di nuovo Omaha Beach, forse la spiaggia più famosa dello sbarco in Normandia, resa ancor più celebre dal film di Spielberg, “Salvate il soldato Ryan”; la spiaggia, come vedete è immensa, e si estende per circa 8 Chilometri a perdita d’occhio su entrambe i lati. La foto che vedete è fatta da sopra a uno dei ruderi che sono rimasti dei bunker tedeschi (se guardate in basso a destra c’è la mia ombra, potevo toglierla, ma ho preferito lasciarla a mo’ di firma), a occhio e croce, la foto è fatta dal centro della spiaggia, e durante il periodo di bassa marea.

Nonostante alla mie spalle ci fossero diversi monumenti, meritatissimi, ai caduti americani (e non solo), che si sono sacrificati per prendere la spiaggia e scardinare la linea di difesa nazista, non ho potuto fare a meno di pensare anche a chi era da questa parte, qua, per la precisione; ma anche dislocato lungo la costa alla mia destra o alla mia sinistra, che, probabilmente, si è trovato a dover difendere questo posto sapendo già in anticipo che sarebbe finita male. Mi immaginavo lì, con una mitragliatrice a guardare le decine di mezzi da sbarco e le migliaia di soldati americani che sciamavano verso di me con un solo scopo… Beh, io, non so se sarei rimasto lì, ad aspettare la mia ora… Ma chi può dirlo? Spero solo, di non dovermici mai trovare per scoprirlo…

Questa chiaramente non è una foto singola, ma una composizione di 10 scatti presi in modo “portrait” (con la macchina fotografica in verticale) per aumentare l’altezza della foto complessiva e catturare quanto più spazio possibile. Il grosso problema di questo tipo di scatti è che, essendo ottenuti ruotando la macchina fotografica su un punto che potremmo definire “centrale” (ora non sono stato ad impazzire con calcoli sulla parallasse essendo questa più che altro una foto ricordo), sono soggetti a variazioni di luce radicali, si va dal controluce alle ombre lunghe della luce alle spalle. Chiaramente, per fare questo tipo di foto, sarebbe meglio attendere l’ora più propizia, con il sole a perpendicolo ad esempio, ma noi eravamo lì verso pomeriggio inoltrato e così ci siamo accontentati. Fortunatamente, ancora una volta la tecnologia ci viene in aiuto con prodotti che tengono conto, oltre ad altri numerosi fattori anche alle variazioni di luce, e tentano di correggerne gli sbalzi. È il caso di Autopano Pro della Kolor, che oltre a questo prezioso tool, fornisce diverse soluzioni, anche hardware (dai cavalletti basculanti alle teste automatizzate) per chi ama questo genere di fotografia (i panorami gigapixel per intenderci, un giorno approfondirò in un articolo apposito; nel frattempo, se volete vedere un mio esempio di foto gigapixel, cliccate qua).

Per concludere la tappa e il post, vi lascio con alcune foto che ho fatto sulla strada che va da Omaha Beach a Utah Beach, l’altra grande spiaggia protagonista del D-Day dove è possibile ammirare alcuni resti della grande battaglia, che vanno da alcuni carri armati, passando per i pezzi della contraerea fino al museo dello sbarco, dove, oltre a numerosi cimeli, tra cui addirittura i famosi mezzi da sbarco, è possibile vedere anche un intero e funzionante cacciabombardiere B26-Marauder ristrutturato e in tutto il suo splendore (compreso di mitragliatrici).

 

 

Buona visione!

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2017-01-18T15:15:25+00:00 Wednesday, 11 June, 2014|Fotografia, Pensieri, Viaggio|Comments Off on Verso il DDay

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Viaggiatore, fotografo, appassionato di tecnologia, libero pensatore. Il resto, lo trovate qua : About ME