And the winner is...

[fusion_builder_container hundred_percent="yes" overflow="visible"][fusion_builder_row][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_fontawesome icon="camera" circle="yes" size="large" iconcolor="" circlecolor="" circlebordercolor="" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"/]Eccolo, ho dato qualche giorno per dar modo a chi voleva di rispondere al sondaggio dell'altra volta, quello sulle tre foto di Ètretat, e tra mail, likes e commenti, dei quali ringrazio moltissimo tutti i partecipanti, il vincitore definitivo è la numero 3! Quella con l'arcobaleno (vero, ve lo giuro) che ho provveduto a ri-sviluppare da zero per ottenere il massimo da quanto a mia disposizione (quelle per il sondaggio eran solo bozze). Ve la propongo qua sotto corredata da un paio di "crop" che evidenziano il dettaglio dell'immagine.

[fusion_imageframe lightbox="yes" style="bottomshadow" bordercolor="" bordersize="0px" stylecolor="" align="center" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"]A wonderful rainbow over the Etretat cliffs during the golden hour[/fusion_imageframe]

- Golden Etretat golden hour -

[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"]

[fusion_tagline_box backgroundcolor="#eeeeee" shadow="yes" shadowopacity="0.9" border="1px" bordercolor="" highlightposition="left" link="http://riccardomantero.smugmug.com/buy/40979736_Kx7QGp/3298193241_WFTtQbp/" linktarget="_blank" buttoncolor="green" button="ORDINA O SCARICA!" title="" description="La foto è disponibile per il download in alta risoluzione o può esserne ordinata una stampa su grande formato (oltre 180 x 120 cm) su diversi materiali e supporti (carta fotografica, tela, alluminio). Attenzione! Le dimensioni dei prodotti sono espresse in POLLICI (1pollice=2,54cm)" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"][/fusion_tagline_box]

Come estensione del post precedente posso solo raccontarvi che dopo qualche oretta ad aspettare che il sole tagliasse la linea dall'orizzonte attraversando una breve striscia di cielo priva di nuvole, ci siamo presi l'ennesimo acquazzone, bello fresco e col vento, che oltre a bagnarmi ben bene, ha provveduto a piazzare anche qualche goccia sul 16-35 rischiando di farmi fare questa foto tutta a bolli sfocati. Per fortuna, grazie alle fantastiche salviettine in microfibra procuratemi pochi giorni prima dal mio amico Roby ho tirato la lente a lucido prima di scattare questa foto evitandomi di trovare brutte sorprese una volta a casa.

La foto, come detto, è fatta con il Nikkor 16-35mm f/4G ED VR polarizzato, sempre per sfruttare la possibilità di ridurre di uno stop il cielo e di contrastare un pochino di più l'arcobaleno; nonché di eliminare ogni possibile riverbero dell'oceano che avrebbe probabilmente disturbato la misurazione del sensore. Questo è uno dei rari casi per cui ho scattato una sequenza di 5 fotogrammi per costruire un HDR, ma dopo alcune prove mi sono accorto che è stato meglio utilizzarne solo due: quello neutro e quello sottoesposto di uno stop.

Perché? Per due motivi principali, il primo è che in quelli sovraesposti, essendo una esposizione lunga di una giornata ventosa, mi sono ritrovato uno sgradevole effetto fantasma su alcune nuvole (che in parole povere vuol dire bordi ripetuti), non risolvibile nemmeno utilizzando la funzione di deghosting di Photomatix; l'altro motivo è che, scattando col polarizzatore una scena con una luce buona ma non invadente e nemmeno scarsa, a tempi dell'ordine di 1/13 e 1/50 di secondo circa, era inutile andare a recuperare la gamma dinamica delle alte luci: era già tutta lì. Piuttosto ho tenuto il fotogramma sottoesposto (anche se avrei potuto farne a meno) per dare un po' di ulteriore contrasto alle nuvole rendendole, come piace a me, un pochino "apocalittiche", anche se posso assicurarvi che oltre a saturare sensibilmente i toni rossi, ho modificato veramente poco della scena originale.

Ancora una volta, grazie a tutti per avermi aiutato a votare!

[wpfblike][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]