Étretat

[fusion_builder_container hundred_percent="yes" overflow="visible"][fusion_builder_row][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_fontawesome icon="camera" circle="yes" size="large" iconcolor="" circlecolor="" circlebordercolor="" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"/]Prima che i miei simpaticissimi amici comincino a dire che mi porto in giro giganteschi cartelloni con disegnate le nuvole da piazzare come sfondo a quello che fotografo, metto le mani avanti dimostrandovi che il cielo che ho trovato verso sera ad Etretat era esattamente così: nuvole basse dal colore grigio scuro, grandi e che si muovevano in fretta a causa del vento, lasciando così uscire, qua e là, il sole o un buco di cielo blu, e rovesciandoci addosso, di tanto in tanto, un acquazzone tanto veloce a passare quanto gelido.  Qua sotto vi faccio vedere uno delle prime prove.

[fusion_imageframe lightbox="yes" style="bottomshadow" bordercolor="" bordersize="0px" stylecolor="" align="center" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"]Etretat View[/fusion_imageframe]

- Étretat view -

[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_tagline_box backgroundcolor="#eeeeee" shadow="yes" shadowopacity="0.9" border="1px" bordercolor="" highlightposition="left" link="http://riccardomantero.smugmug.com/buy/40979736_Kx7QGp/3277497795_BVPWBgp/" linktarget="_blank" buttoncolor="green" button="ORDINA O SCARICA!" title="" description="La foto è disponibile per il download in alta risoluzione o può esserne ordinata una stampa su grande formato (oltre 180 x 120 cm) su diversi materiali e supporti (carta fotografica, tela, alluminio). Attenzione! Le dimensioni dei prodotti sono espresse in POLLICI (1pollice=2,54cm)" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"][/fusion_tagline_box]

Acqua o non acqua, noi, sprezzanti del pericolo del terribile mal di gola sempre in agguato, e incuranti della fatica, ci siamo eroicamente inerpicati, passando sopra un bunker tedesco con passo da assaltatori, sulla falesia di sinistra guardando il mare; quella con tutti i punti panoramici recintati perché sono realmente a strapiombo (per dare il senso delle proporzioni della scena, guardate i due tizi sul belvedere in basso a destra, sono piccoli piccoli sulla punta che sembra un po' la prua di una nave); siamo saliti con l'intenzione di attendere là il tramonto, che, visti il cielo e il paesaggio, prometteva fuoco, fiamme e altre cose pazzesche.

Giusto il tempo di arrivare in cima, di esplorare un pochino la zona e scattare la foto che ho pubblicato ieri, che ci siamo presi la prima lavata della serata, qualche goccia d'acqua fresca qua e là, nulla che l'ombrellino della Giò non potesse riparare. Nel mentre, il sole stava lentamente calando verso il mare, in una zona di cielo che, proprio a poca distanza dal pelo dell'acqua, era libera dalle nuvole e quindi pronta a lasciarlo esplodere sulla scogliera in tutti i suoi caldissimi toni arancioni; ma non era ancora l'ora, piuttosto era l'ora che i suoi pochi raggi, sfuggendo qua e là dal muro di nuvole, disegnassero un bellissimo arcobaleno sopra la città! Cosa che ho ovviamente e ripetutamente fotografato contemporaneamente, un pensiero mi ha attraversato a bomba la testa: "se succedesse anche durante il tramonto, con questo cielo e tutte le rocce bianche che diventano d'oro, beh, forse tutto in una foto sola, sarebbe troppo anche per i miei amici del cartellone".

Ora accetto scommesse, secondo voi è successo? La natura ha esagerato? Seguite i prossimi post e lo scoprirete.

Questa foto è stata fatta con una Nikon D800 montata su un cavalletto Manfrotto 190 CX PRO4 equipaggiato con la nuova testa 3D xPro3 (fantastica, magari più avanti ne scrivo una mini recensione), utilizzando un obiettivo Nikon 16-35 VR F/4, ed è composto di 5 scatti combinati con l'intento di aumentarne la profondità di campo e limitare la foschia sulla lunga distanza. Quindi, dopo il processo di Tone Mapping con Photomatix, ho dato gli ultimi ritocchi e ribilanciato i colori troppo saturati o de-saturati mediante Apple Aperture.

Il risultato è un immagine di grandi dimensioni, 36 megapixel, molto ricca di dettagli e definita in ogni suo più piccolo particolare.

[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][wpfblike][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]