Etretat e le sue falesie

[fusion_builder_container hundred_percent="yes" overflow="visible"][fusion_builder_row][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_fontawesome icon="picture" circle="yes" size="large" iconcolor="" circlecolor="" circlebordercolor="" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"/] Etretat è un piccolo borgo dell'alta Normandia che deve principalmente la propria fama alle particolari formazioni rocciose che abbracciano la sua grande baia. Infatti, manco a farlo apposta, il mare, il vento o magari gli extraterrestri, hanno scavato nella roccia bianchissima che  fa da "punta" alle famose falesie, delle grandi buchi, creando le caratteristiche formazioni rocciose ad arco che si gettano in acqua, un po' come delle proboscidi di giganteschi elefanti che stanno bevendo. Per farvela breve, vi allego qua una foto che, pur non essendo uno degli "highlights", considero comunque passabile dal punto di vista documentaristico; così, per chi non c'è mai stato, fa da esempio al concetto di falesia e di Etretat, è quel muro bianco là in fondo con quell'arco di roccia.

[fusion_imageframe lightbox="yes" style="bottomshadow" bordercolor="" bordersize="0px" stylecolor="" align="center" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"]The white Etretat cliffs with his arch and the small town[/fusion_imageframe]

- Etretat Panorama -

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Il paesino, per riassumerlo in una sola e semplice parola, è stupendo. L'armonia e l'ordine delle sue costruzioni dalla facciata chiara, tutte o quasi coperte da tetti neri fatti di lastre di ardesia (ecomostri a parte che anche qua, purtroppo non mancano), calano il visitatore in una atmosfera che non è sicuramente quella che ci si potrebbe aspettare in Francia nel 2014, ma è molto più vicina a quella descritta nei racconti di corsari a cavallo tra 1700-1800.

Se poi, facendo quattro passi in direzione del mare, ci si imbatte in qualche costruzione interamente di legno, al punto da sembrare (e magari la è stata) addirittura scolpita a mano come la nervatura di un veliero (come ad esempio il ristorante La Salamandre che consiglio spassionatamente), o anche nell'hotel dove abbiamo soggiornato, allora la sensazione è totale al punto che se, da dietro un angolo, spuntasse qualche strano tizio con maglia a righe orizzontali, gamba di legno o benda sull'occhio e tricorno in testa, apparirebbe tranquillamente al suo posto.

Beh, noi siamo arrivati a Etretat verso sera, giusto in tempo per il tramonto (che lì è quasi alle 21,30 almeno a Maggio), e, una volta scelto l'hotel, posati i bagagli in camera, preso cavalletto e tutto l'armamentario che sarebbe dovuto servire, siamo corsi a vedere lo spettacolo del tramonto sul mare dalla cima di queste formidabili formazioni rocciose, scattando le foto che vi presenterò nei prossimi giorni.

Ovviamente, come la Normandia ci ha ben abituato, il tempo era altamente variabile: ci siamo subito beccati un paio di rovesci per cui abbiamo dovuto asciugare la lente un paio di volte (grazie Roby per le eccezionali micro-fibre), quindi abbiamo avuto vento, sole, raggi di luce, nuvole, fino ad essere investiti da un paio di regali ESAGERATI che la natura ci ha fatto per farsi perdonare tutte le pene che ci ha inferto...

Curiosi eh? Continuate a seguirci e vedrete cosa può fare la natura nei prossimi giorni...

Intanto vi lascio con questo primo scatto (una elaborazione volutamente molto fantasy) del quasi tramonto.

[fusion_imageframe lightbox="yes" style="bottomshadow" bordercolor="" bordersize="0px" stylecolor="" align="center" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"]A dreamy sunset ove the Etretat Cliffs.[/fusion_imageframe]

- Etretat Dream -

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[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_tagline_box backgroundcolor="#eeeeee" shadow="yes" shadowopacity="0.9" border="1px" bordercolor="" highlightposition="left" link="http://riccardomantero.smugmug.com/buy/40979736_Kx7QGp/3274944472_6FvGgMn/" linktarget="_blank" buttoncolor="green" button="ORDINA O SCARICA!" title="" description="La foto è disponibile per il download in alta risoluzione o può esserne ordinata una stampa su grande formato (oltre 180 x 120 cm) su diversi materiali e supporti (carta fotografica, tela, alluminio). Attenzione! Le dimensioni dei prodotti sono espresse in POLLICI (1pollice=2,54cm)" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"][/fusion_tagline_box]

Fatto con il Nikon 16-35 VR F/4 dalla sommità della falesia più grande. Alle 20:15 il sole era ancora bello alto dietro alle nuvole e riflettendosi sull'acqua le illuminava da sotto con toni caldi e dorati. Mi è bastato montare il polarizzatore, sottoesporre un paio di stop misurando la luce sui riflessi in mare (la macchia bianca laggiù un fondo a destra a metà del fotogramma) in modo da dire al sensore di sottoesporre ancora un pochino ottenendo così una tonalità tendente al blu sulle nuvole, blu che però ha conservato delle tenui tracce di rosso/rosa al suo interno; al resto del risultato ho voluto dare una buona dose di saturazione dei colori e della "vibrancy" (toni blu e verdi) con l'intento di esasperare i contrasti della scena e darle un bel aspetto caldo nella sua parte soleggiata, regalando così a tutta la foto un'aspetto da videogioco fantasy che va proprio dal blu del cielo, che riflettendosi sulla sabbia bianca e sulle falesie le colora di lilla, ad un bell'arancione caldo in mare e il suo riflesso rosso sotto alle nuvole; nel mentre, come si dice in gergo, "botta di culo", o colpo di fortuna per i più fini, un gabbiano ha incrociato l'inquadratura, regalandomi un elemento in più nel bilanciamento dell'immagine (in realtà i gabbiani volteggiavano, ne ho aspettato uno per un po' ma poi è arrivato).

Il risultato, che potrebbe mandare in tilt un daltonico, me lo stampo o su tessuto intelaiato, o su carta metallica per far risaltare le sfumature di colore che vanno appunto dal blu scuro al rosa passando per il verde e l'arancione... Manca nulla? Ah si! anche questa è 36 Megapixel e quindi può produrre un pannello enorme, fino a 210 x 140 cm, pieno di particolari, senza sgranare anche se osservato da a 20cm di distanza.

[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][wpfblike][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]