Mont St Michel My Way

[fusion_builder_container hundred_percent="yes" overflow="visible"][fusion_builder_row][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_fontawesome icon="picture" circle="yes" size="large" iconcolor="" circlecolor="" circlebordercolor="" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"/]Ebbene ecco l'ultima foto della serie di Mont Saint Michel, quella che tra tutte preferisco, quella un po' più "A modo mio", quella un po' "sborona" tipo la fontana di Trevi o le viste di New York. Ci ho messo un pochino a tirarla fuori perché nel frattempo ho fatto altre tre o quattro mila cose, inoltre sto per partire di nuovo nonostante non abbia ancora finito di pubblicare le foto sul viaggio in Normandia: mancano infatti Saint Malo e un racconto sullo sfortunatissimo ma ghiottissimo ciclo di vita delle ostriche della Normandia.

[fusion_imageframe lightbox="yes" style="bottomshadow" bordercolor="" bordersize="0px" stylecolor="" align="center" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"]A night view of Mont Saint Michel with lights and clouds[/fusion_imageframe]

- Mont Saint Michel my Way -

[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][fusion_tagline_box backgroundcolor="#eeeeee" shadow="yes" shadowopacity="0.9" border="1px" bordercolor="" highlightposition="left" link="http://riccardomantero.smugmug.com/buy/32216641_HSDbK5/3344509832_BRrDMMR/" linktarget="_blank" buttoncolor="green" button="ORDINA O SCARICA!" title="" description="La foto è disponibile per il download in alta risoluzione o può esserne ordinata una stampa su grande formato (oltre 180 x 120 cm) su diversi materiali e supporti (carta fotografica, tela, alluminio). Attenzione! Le dimensioni dei prodotti sono espresse in POLLICI (1pollice=2,54cm)" animation_type="0" animation_direction="down" animation_speed="0.1"][/fusion_tagline_box]

Come sempre, anche per questa foto posso dire di aver viaggiato e dormito dentro a Mont St Michel con la precisa idea di farla così. O meglio, confesso che mi aspettavo un illuminazione più tendente al classico colore dorato che si vede in tante foto, tuttavia le nuvole basse di quella notte, che riflettevano le luci della città tanto da sembrare quasi un aurora boreale fuori posto, mi hanno regalato una dominante calda tendente al rosso che, vista nel visore della Reflex, mano a mano che scattavo, mi piaceva sempre di più. Per fare questa foto infatti ne avrò scattate e provate sette o otto differenti, tutte con l'inquietante presenza di un altro malato di fotografia di fianco a me, sulla sinistra, che sbirciava il mio monitor tipo "copione", parlando poi da solo, al punto che lì per lì pensavo fosse un pazzo e che parlasse addirittura con la sua macchina fotografica (io non lo faccio mai, GIURO), salvo poi capire che aveva un auricolare praticamente invisibile attaccato all'orecchio sul lato opposto a me e che era al telefono con qualcuno.

Anche in questo caso, io e la Giò, ce la siamo giocata stoicamente col freddo e il venticello notturno normanno che, anche se alla fine di aprile, non è da sottovalutare per nulla; anzi, San Piumino ci ha dato una grossa e calda mano. Consiglio che posso dare a chi vuole cimentarsi con questo tipo di scatto? Fatelo prima di mezzanotte, perché poi le luci della città si spengono quasi completamente, nascondendo del tutto la cittadella, copritevi bene perché siete molto a nord e fa freddo, quindi dotatevi di tanta, tanta pazienza e di una compagna che ne ha altrettanta con voi.

La foto è il risultato di una lunga esposizione (8 secondi) a 100 ISO fatta ovviamente da cavalletto (Manfrotto 190 Cx Pro4 con testa Manfrotto XPro 3) usando il mio caro Nikkor 24-70mm f/2.8G ED a 66mm, specchio alzato preventivamente per evitare vibrazioni al momento dello scatto e telecomando con il doppio scopo di evitare di toccare la macchina durante lo stesso e tenere le mani in tasca per il freddo; quindi apertura di 5.6 per ottenere il massimo della nitidezza possibile dalla lente in questione. Una volta a casa, ho trattato il RAW con DxO Optics Pro 9  per rimuovere il rumore dalle zone buie e le distorsioni prospettiche (anche se il 24-70 ne genera ben poche), quindi ho bilanciato il colore con Apple Aperture e poi ho applicato il filtro che simula la pellicola Kodak Ektachrome (una delle mie preferite viste le sue dominanti e colori caldi) sempre dal software della DxO, questa volta Film Pack 4 che ha donato al tutto l'aspetto un po' sognante e etereo, quasi da castello delle favole.

Beh, ma Mont Saint Michel, è un castello delle favole o no?

[/fusion_builder_column][fusion_builder_column type="1_1" background_position="left top" background_color="" border_size="" border_color="" border_style="solid" spacing="yes" background_image="" background_repeat="no-repeat" padding="" margin_top="0px" margin_bottom="0px" class="" id="" animation_type="" animation_speed="0.3" animation_direction="left" hide_on_mobile="no" center_content="no" min_height="none"][wpfblike][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]